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PIONIERI DELL’ENDOCRINOLOGIA TORINESE

 

A Torino spiccano, a cavallo del secondo conflitto mondiale, le figure di due studiosi, Francesco Ceresa e Aurelio Costa, che con personalità, interessi, iniziative e collocazioni istituzionali differenti coltivano con entusiasmo questa nuova branca della medicina apportando contributi per quei tempi decisamente innovativi, sia sul piano della ricerca sia su quello organizzativo.

Assistente nella Clinica Medica dell’Università di Torino diretta da Carlo Gamna, che descrisse per primo in Italia un caso di sindrome di Cushing e segnalò il ruolo di primaria importanza Franco Veresasvolto dal corticosurrene nella patogenesi della sindrome, Francesco Ceresa (1912-1986) dopo gli anni turbinosi della guerra scoprì l’endocrinologia, allora in una fase di transizione dagli aspetti puramenti descrittivi dei malati a quelli più fisiopatologici. Le sue ricerche si caratterizzano per intuizioni fisiopatologiche e cliniche di reale progresso innovativo, affrontate con metodologia scientifica attraverso lo studio biochimico degli ormoni e delle loro fondamentali correlazioni. Con grande impegno promosse l’organizzazione di un laboratorio di ormonologia e attivò ambulatori specialistici. Svolse un ruolo determinante nella fondazione, nell’anno accademico 1956-57, della prima scuola italiana universitaria di specializzazione in Endocrinologia di cui rimase direttore sino al 1985. Nei primi anni ’60 uscì il suo volume sulle Malattie Endocrine  nell’ambito del trattato di Medicina Interna di Carlo Gamna. Negli anni successivi, fu fra i primissimi in Italia a riconoscere l’importanza dei ritmi biologici e del ruolo fondamentale dell’asse ipofisi-surrene nell’organizzazione ritmica circadiana e fondò la Società Italiana di Cronobiologia.
Il suo allievo Alberto Angeli ha perseguito e sviluppato gli indirizzi di ricerca endocrinologica delineati dal Maestro rimanendo nell’ambito di istituzioni della Medicina Interna.

Presso l’ospedale Mauriziano di Torino, dove già nei primi decenni del ‘900 il chirurgo Antonio Carle aveva introdotto le tecniche di tiroidectomia apprese a Berna da Kocher, venne istituito nel 1944 l’Istituto delle Malattie Endocrine e del Ricambio, dotato di laboratori e di personale. Aurelio CostaL’Istituto, sotto la guida entusiasta e infaticabile del primario medico Aurelio Costa (1903-1997), si occupò elettivamente di tirepatie ed in particolare dello studio dell’endemia gozzigena in Piemonte ed in alcune località di altre regioni italiane, con il dosaggio della ioduria e del contenuto in iodio delle acque e degli alimenti locali.
Nel 1950 Costa realizzò anche un “Servizio di Radioisotopia” dove vennero applicate le nuove tecniche di captazione tiroidea di radioisotopi a fini diagnostici e dove, per la prima volta in Italia, venne instaurata la terapia radioisotopica dell’ipertiroidismo e del cancro della tiroide.
Un’altra iniziativa di Costa fu lo “screening” dell’ipotiroidismo congenito, iniziato nel 1978 in piemonte e nella Valle d’Aosta.

Nel panorama della storia dell’Endocrinologia torinese, accanto a Ceresa e Costa, va ricordato anche Catullo Fiorio (1903- 1986), primario medico nell’ospedale Maria Vittoria, che  si dedicò prevalentamente alla diabetologia. Nel 1936 Fiorio istitui’ all’ospedale Maria Vittoria il primo reparto italiano specializzato con ambulatorio e degenza per pazienti diabetici.
Ambulatori per la terapia del diabete erano peraltro già stati organizzati nel 1922 da Ernesto Pesci (1876-1950) nell’Ospedale san Giovanni e nel 1928 da Stefano Battistini (1904-78) nella Clinica Medica dell’Università. Negli anni ’50 sono stati inoltre attivati, per la prima volta in Italia, ambulatori di diabetologia anche sul territorio per iniziativa delle mutue MALF e INAM.
Torino si segnala anche per una interessante annotazione diabetologica di molti anni prima, che si inserisce nel dibattuto percorso dal diabete sperimentale di Minkowski alla scoperta dell’insulina: alla Reale Accademia di Medicina Ferdinando Battistini, assistente della Clinica Medica Generale fondata e diretta da Camillo Bozzolo, riferi’ infatti nel 1893 su due casi di diabete nei quali l’iniezione di un estratto pancreatico era stato in grado di ridurre la glicosuria. Questi pioneristici tentativi terapeutici non furono purtroppo continuati ma, da appunti manoscritti, risulta che un’estrazione artigianale di insulina bovina fu intrapresa a Torino, fino ai grandi bombardamenti aerei del 1943, dal Laboratorio LIPO.

Negli anni ’50 del secolo scorso, ricerche nel settore diabetologico furono iniziate dal patologo medico, poi clinico medico, Giulio Cesare Dogliotti (1906-76) sulle problematiche connesse con la microangiopatia del diabete e proseguite con diversi indirizzi dalla sua scuola che si evolverà con Gianfranco Lenti (1917-88), Gianfranco Pagano, Paolo Cavallo Perin e Mariella Trovati, sempre nell’ambito di istituzioni della Medicina Interna. Deve essere infine ricordato il primario medico Adriano Vitelli (1923-2007) per le sue numerose iniziative nell’assistenza e nell’educazione del paziente diabetico, tra cui la “Fondazione per lo Studio, la Prevenzione e la Terapia della Retinopatia Diabetica” istituita a Torino nel 1975.

 

 

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